Le Storie infinite (nato nel luglio del 2008) vuole essere uno spazio dove raccogliere impressioni personali su leggere e scrivere fantasy, oltre che un'occasione per fare un punto della situazione sul mio cammino di “aspirante scrittrice”.

Per approfondimenti, qui.

La Casa delle Catene – Steven Erikson

Questo volume sa di sabbia e sangue, ecco ciò che mi viene spontaneo dire in primis. Il Vortice, la tempesta di sabbia che infuria senza sosta su Raraku, il Deserto Santo, è una presenza costante… tanto da diventare il personaggio tra i personaggi.
Ma il Vortice è solo (!?) lo sfondo contro cui si stagliano figure titaniche per statura “psicologica”.

Innanzitutto, La Casa delle Catene è la storia di Karsa Orlong. Solo dopo aver gustato questo volume ho potuto cogliere il senso dei tanti pareri sparsi sul web in celebrazione di questo enorme – in tutti i sensi, è il caso di dirlo – personaggio uscito dalla penna dello scrittore canadese.
Tutta la prima sezione del libro (”I volti nella roccia“) ha come protagonista indiscusso Karsa, un personaggio che per background culturale è molto distante da noi “esseri civilizzati” (ma mica tanto: quanta barbara violenza spadroneggia nel nostro mondo?): l’augurio che i suoi parirazza rivolgono a guerrieri come lui prima della partenza è “Uccidi almeno mille bambini” e questo basta perchè i nostri buoni sentimenti ne vengano sconvolti. Eppure proprio l’insospettabile Karsa subirà una parabola di crescita personale che stravolgerà, infine, qualsiasi  nostro giudizio negativo su di lui. Ed è proprio nel suo muoversi tra la colpa e la redenzione che sta tutto il fascino di questo personaggio (e nel suo modo così “umano” di rendersi consapevole di come gli eventi, man mano, lo inducano a rivedere se stesso e cambiare in meglio).

Ma, come si aspetta chiunque conosca bene il procedere narrativo di Erikson, in questo romanzo non c’è solo il cammino di formazione di un personaggio.

La Casa delle Catene è anche e soprattutto la storia di due sorelle e di come il destino, spesso, ami giocare con le vite degli uomini con amara ironia. Tavore e Felisin, l’Aggiunto e Sha’ik: due figure diametralmente opposte per certi versi, ma che esprimono in due modi diversi la stessa esperienza di creature portate a delle scelte crudeli (soprattutto verso se stesse e i loro sentimenti) da forze che le trascendono, ruoli imposti e maschere impossibili da scollare. La responsabilità di guidare l’esercito dell’Imperatrice (e mostrarsene all’altezza), per l’una; il farsi degna portavoce della causa di vendetta da parte di una Dea rabbiosa, per l’altra. E, senza voler spoilerare, dico solo che l’esito di questo conflitto “familiare” toccherà picchi di pathos da pungere il cuore.

Questi sono solo due dei filoni principali che compongono il puzzle di storie che è La Casa delle Catene: nello stile che lo contraddistingue, Erikson ci mostra tanti altri personaggi costretti dagli eventi a fare delle scelte e ad essere travolti dalla portata delle loro conseguenze. Questo, per me, è il romanzo dei cerchi che si chiudono e la morale è che, una volta che il dado è tratto, è quasi impossibile arrestare la sua corsa forsennata. Ancora una volta, il modo in cui ogni personaggio fronteggia il proprio destino è di un realismo disarmante. A proposito di questo – e qui concludo, non servono altre parole: leggete questo romanzo, leggetelo! – cito la risposta dello stesso Erikson in un’intervista in cui gli si chiede come egli renda il “senso del realismo” nelle proprie opere:

That’s a hard question to answer. Zelazny said to try and fit all five senses into the narrative of each page – not as a hard and fast rule, mind, but as a guide to making the setting, scene and all the rest as immediate as possible. Technical mindfulness like that helps, but mostly whatever realism comes across is bound to point-of-view, to stepping into the shoes or moccasins of the character, and seeing, feeling, breathing their environment and circumstances.

E, cavolo, quanto all’ultima frase (tradotto alla meno peggio: “stare nelle scarpe dei personaggi e vedere, sentire, respirare i loro ambienti e circostanze”) Erikson ci riesce davvero!

Adesso mi aspetta un altro viaggio, tra le pagine de “I cacciatori di ossa” parte I. Da alcuni pareri letti, pare sarà altrettanto emozionante.

Intanto, La Casa delle Catene si pone accanto a Maree di Mezzanotte sul podio dei miei romanzi preferiti made by Steven Erikson.

P.S. A proposito di Maree di Mezzanotte. Nella Casa delle Catene ritroviamo (con molto piacere da parte mia) il Tiste Edur Trull Sengar, ma non mi è chiaro se la vicenda raccontata in Maree (la guerra tra Tiste Edur e Letherii) avvenga prima o dopo i fatti della Casa. Dovrei andare a scartabellare Maree alla ricerca di qualche data e fare dei confronti… ma per ora sono indotta a pensare che la storia di Maree sia un flashback e che quindi il Trull che ritroviamo nel Prologo della Casa è un personaggio con già alle spalle una grande storia. A proposito di ciò, non è un caso poi che sul finire della Casa c’è un ritornello nei discorsi tra Trull e il resto della compagnia di T’lan Imass con cui viaggia: quello di raccontare la propria storia. Questo dettaglio mi ha affascinata tanto che mi aspettavo che la Casa si concludesse proprio con Trull che, i compagni attorno al fuoco e un religioso silenzio, iniziasse a narrare di come fosse arrivato a essere esiliato dalla sua gente e condannato all’oblio…


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12 Responses to “La Casa delle Catene – Steven Erikson”

  1. 1
    Luca Centi Says:

    Cavolo, devo proprio leggere Erikson! Ho una cultura limitata di fantasy classico, dovrei mettermi in pari. Poi ne parli così bene da incuriosirmi! Deciso, appena smaltisco gli arretrati mi dedicherò a lui =)

  2. 2
    Nutza Says:

    Luca, Erikson è tutto tranne che “fantasy classico”, e proprio per questo ne consiglio vivamente la lettura.

    Visto che ti sei ripromesso di iniziare, il primo romanzo del ciclo dei “Malazan books of the fallen” è “I giardini della luna” e ti dico subito – del resto non è un mistero e puoi trovare questa opinione largamente condivisa in rete – che non è tra i migliori di Erikson, perché risente di tutto il peso d’essere ciò che è, cioè un romanzo d’esordio. Dai “Giardini” ai tomi seguenti passano mi pare 7-8 anni di vita per Erikson, e questo lasso di tempo si fa sentire molto in termini di crescita di qualità e spessore: dai “Giardini” in poi il ciclo dei suoi romanzi è un climax ascendente che riesce a superarsi ogni volta… mi chiedo se con il romanzo conclusivo della saga Erikson non riesca davvero a raggiungere la perfezione! Credimi, la qualità dei romanzi di Erikson è altissima… spaventosa!

    Ok, mi calmo o finirò per sembrarti un’invasata.
    Ripeto solo: leggilo! E, se sopravvivi alle prime 200 pagine dei “Giardini”, allora quello di Erikson è veramente il fantasy che fa per te ;-)

  3. 3
    by Ax Says:

    L’amore, la fratellanza, l’amicizia, gli affetti, gli odi, gli sbalgi, le paure, tutto ciò che offre la vita deve indurre chiunque di noi al cambiamento. Karsa lo vive sulla sua pelle e Erikson ci restiutisce un personaggio che va incontro a una rinascita che emoziona chi vi assiste; almeno così è stato per me. Avrebbe potuto diventare ancora più ‘cattivo’, ma il suo esserlo inizialmente derivava da un retaggio culturale imposto dalle generazioni precedenti la sua (tantè che disprezzava suo padre, già libero da alcune imposizioni mentali), non tanto da un indole volontaria. Quando ha potuto sperimentare ‘altro’, uscendo dal ’suo’ mondo, ha cominciato a poter decidere spontaneamente, con gli occhi di chi assiste e non di chi eredita.
    La sua nuova esperienza è diventata la sua nuova vita, ed è cresciuto bene il ragazzo. ;)

  4. 4
    Nutza Says:

    Parole sante By Ax!

    Già, Karsa avrebbe potuto evolversi in peggio e toccare il baratro… ma lui il baratro lo faceva toccare agli altri, era lui il carnefice (e si sentiva invincibile); inoltre aveva una cieca fede nei suoi Dei, i “Volti nella Roccia”, ed era uno che non si faceva troppe domande.
    Poi… beh, quello che gli succede poi è tutto da gustare nella lettura ;)

    P.S. Visto che hai letto il romanzo, By Ax, non è che sai rispondere al dubbio che ho esposto nel Post-Scriptum dell’articolo? (quello su Trull Sengar per intenderci)

  5. 5
    by Ax Says:

    Nutza, il fatto è che Trull Sengar l’ho ‘trovato’ non ‘ritrovato’: non ho ancora letto “Maree di Mezzanotte”. ;)

  6. 6
    Nutza Says:

    Uh! Scusa By Ax, come non detto :-|

  7. 7
    Andrea Says:

    Cara Nutza,

    finalmente mi prendo una manciata di minuti per risponderti.
    Partiamo dal tuo dubbio finale: direi che “Midnight Tides” è un flashback, un antefatto (e che antefatto!). Non che la cosa sia chiarissima: troppi dettagli da seguire e collegare nella saga del Nostro. Ma ci sono dati di fatto: in primis, direi, alcuni riferimenti piuttosto espliciti nel VI romanzo, “The Bonehunters”. In aggiunta, direi, la copertina del VII, “Reaper’s Gale”, in versione mass market paperback (in mio possesso): quello sul trono, con le monete attaccate addosso, non può che essere Rhulad Sengar… E temo che scoprirò com’è finito incatenato a quel modo Trull Sengar. Ecco, però la cosa non mi è chiara, anche perché Trull Sengar è presente pure nel VI e fa cose… strane (credo dovrei rileggere di Trull nel IV, perché immagino mi si chiarirebbe tutto: lo farò. Anzi, Nutza, non è che potresti dirmi cosa fa esattamente, perché non ricordo nulla di lui, a parte il fatto che è incatenato, che comincia a viaggiare col T’lan Imass – se non erro… Ah, okay: nel VI lo si rivede assieme al T’lan Imass, il che ha un suo “senso di continuità” col IV). Insomma, le cose si sono un po’ confuse nella mia mente. Immagino il VII farà luce su tutto – e non sarà piacevole (o, meglio, sì, ma non come vissuto: all’orizzonte si stanno addensando nubi cupissime).
    L’unica certezza è che “Midnight Tides” è un antefatto.

    Ho apprezzato particolarmente questa tua recensione. Le tue parole sono evocative e mi hanno emozionato. Sottoscrivo tutto ciò che hai riportato, compreso il tuo tirare le somme circa il “tema” del romanzo (se non erro, lo stesso Erikson disse che il suo IV romanzo parla di “sorelle”…). E ti posso confermare che Karsa Orlong continua la sua parabola evolutiva nel VI (e ora, che mi mancano 100 pagine, direi che inizio a capire dove sta andando a parare Erikson con il VII – in cui sono certo che ci sarà… Ho controllato: non soltanto c’è Karsa, nel VII, ma anche Tehol e Bugg – il che mi fa già amare Reaper’s Gale sconfinatamente).
    Personalmente, direi di tenere particolarmente d’occhio i seguenti personaggi: Karsa, Icarium, Mappo, Paran, Tavore e Quick Ben.

    Ma, insomma, direi che il quadro comincia a prendere un certo comprensibile aspetto…
    Penso di poter affermare che “The Bonehunteers” è il cardine attorno al quale la porta ruota e… si spalanca! :)

  8. 8
    Nutza Says:

    Ciao Andrea!

    Già sapere che “Maree” è un flashback mi solleva… almeno una certezza (almeno una!).
    Come hai ben ricordato, Trull nella “Casa” lo incontriamo già nel (bellissimo) Prologo: è incatenato a un muro, ha ricevuto una punizione (credo la più terribile della sua gente) da parte dei suoi parirazza perchè è considerato un traditore e dunque egli merita solo d’esser dimenticato (se non ricordo male – ora non ho il volume sotto mano – i suoi prima di abbandonarlo ripetono fra loro: “Non è mai esistito”).

    Credo che oggi, intanto, andrò a comprare “I cacciatori” parte seconda (mi sto avvicinando a finire la prima parte e non posso permettermi di rimanere a bocca asciutta!).
    Per gli altri volumi, ahimè, dovrò attendere le traduzioni italiane (che mi pare siano già migliorate con “La Casa” e “I cacciatori”).

    Le tue anticipazioni non fanno che entusiasmarmi di più: adoro indiscriminatamente tutti i personaggi da te citati :-D (Quick Ben… non si sa mai con certezza cosa frulli nella testa di quel fottuto e geniale Mago-Arsore di Ponti!).

    Sono contenta che la recensione ti abbia emozionato ;-)

  9. 9
    Andrea Says:

    Perché, la II parte è uscita? Non ce n’è traccia né su IBS (comprensibile, c’è sempre un certo ritardo…), né all’interno del sito di Armenia.

    A proposito, complimenti per il magnifico restyling del blog.
    Su una sola cosa ti faccio un appunto: l’immagine che usi per te stessa è tremenda! :) Senza offesa, ma se proprio non vuoi mettere una tua foto (cosa comprensibilissima), metti una foto, qualcosa di vero… Gli avatar digitali sono così scadenti. E, oltre tutto, ora è proprio una cosa che col resto della grafica è come un pugno in un occhio… (Chissà se ti ho convinto? Se no, posso spendere ulteriori parole! LOL! )

    A proposito, sarà il caso che mi impegni a rivedere e pubblicare la recensione di Luca, poretto… Gliel’avevo promessa quasi un paio di mesi fa.

  10. 10
    Nutza Says:

    Ok, mi sa che l’eccessivo amore per Erikson mi ha rimbambita del tutto. Praticamente ho chiesto al commesso della Mondadori un libro inesistente (la II parte appunto). A questo punto non so se sia stato più rimbambito lui a rispondermi che il libro era “terminato”… ma se non è ancora uscito! :-D

    Sì, Andrea, proprio in questi giorni meditavo di sostituire l’avatar… questo realizzato con “The Sims 2″ non è proprio una gioia per gli occhi. Vedrò di inventarmi qualcosa ;-)
    In generale sono contenta che il nuovo template piaccia. Non mi sono neanche dovuta scervellare molto: ho scoperto Artisteer che è un programma utilissimo!

    Già, la recensione del “Silenzio” di Luca! Quand’è che ti sbrighi? :-P voglio leggerla.

  11. 11
    by Ax Says:

    Non conosco il giorno esatto, ma la seconda parte de ‘I cacciatori’ la pubblicheranno in ottobre.

  12. 12
    Nutza Says:

    by Ax ha scritto::

    Non conosco il giorno esatto, ma la seconda parte de ‘I cacciatori’ la pubblicheranno in ottobre.

    Sì, l’ho letto anch’io (su FantasyMagazine se non erro)… bene, per fortuna non dovrò attendere molto :-)

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Nutza

Siciliana. 21 anni. Una studentessa del DAMS a tempo quasi pieno. Nel tempo quasi vuoto, un'aspirante scrittrice.

nutza CHIOCCIOLA ymail.com
Scrittori volanti...
"In quel momento, Baruk vedeva un Tiste Andii faccia a faccia per la prima volta. Ne era alquanto turbato. Occhi straordinari, pensò. Un attimo, una sfumatura intensa di ambra, felini, sconvolgenti, un attimo dopo grigi come quelli di un serpente - un arcobaleno micidiale, ad accompagnare ogni stato d'animo. Si chiese se fossero in grado di mentire."

Steven Erikson
"I giardini della luna"
Sul comodino…
Chi va là?