Le Storie infinite (nato nel luglio del 2008) vuole essere uno spazio dove raccogliere impressioni personali su leggere e scrivere fantasy, oltre che un'occasione per fare un punto della situazione sul mio cammino di “aspirante scrittrice”.

Per approfondimenti, qui.

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La Casa delle Catene – Steven Erikson

Questo volume sa di sabbia e sangue, ecco ciò che mi viene spontaneo dire in primis. Il Vortice, la tempesta di sabbia che infuria senza sosta su Raraku, il Deserto Santo, è una presenza costante… tanto da diventare il personaggio tra i personaggi.
Ma il Vortice è solo (!?) lo sfondo contro cui si stagliano figure titaniche per statura “psicologica”.

Il silenzio di Lenth – Luca Centi

Titolo: Il silenzio di Lenth
Autore: Luca Centi
Edito da: Piemme, collana “Freeway”
Anno: 2009
Pagine: 430
Prezzo: € 20,00

Stanotte ho finalmente concluso la lettura del romanzo d’esordio di Luca Centi. Dico “finalmente” in senso positivo: ero veramente curiosa di vedere come l’autore avesse giocato il finale della storia. Ma andiamo per ordine…

ATTENZIONE, possibili spoiler!

Contenuti

Memorie di Ghiaccio – Steven Erikson

Gruntle

Stanotte intorno alle 2 ho concluso quest’altra straordinaria esperienza. Già, perchè leggere Erikson è ben più di un momento di svagata immaginazione: è una full immersion in un mondo e nell’animo di personaggi che non smettono mai di lasciarti a bocca aperta.

Ne avevo interrotto la lettura per far spazio a un fantasy in cui ho voluto credere, quello di Luca Centi dal titolo “Il silenzio di Lenth“; ma, non me ne voglia Luca, quando ho visto con la coda dell’occhio il tomo di Erikson in attesa sul comodino, a un capitolo e qualcosa dalla fine, non ho saputo resistere. L’ho preso in mano e mi sono decisa di farla finita anche questa volta – non senza un alone di nostalgia già nel cuore, quella sensazione tipica di quando non vuoi scollarti dalle pagine ma sai che la fine, alla fine, arriva per tutti e tutto. Ed è giusto così.

Maree di Mezzanotte – Steven Erikson

Che dire di questo Maree?
Si potrebbero spendere fiumi – anzi, “maree” – di parole, senza neanche forse riuscire a cogliere tutti i pregevolissimi aspetti della scrittura eriksoniana e dunque di questo volume.
Come anticipato dagli stralci in copertina, i Letherii e gli Edur rappresentano due stili di vita agli antipodi, e il loro scontro può essere immaginato come un confronto tra civiltà occidentale e orientale di oggi: quella Edur è un’esistenza fatta di tempi lenti, gesti misurati e valori fortemente idealizzati; la vita di un’abitante di Letheras, invece, conosce solo il dio Denaro e il Male del Debito, concependo come legittimo diritto il Potere, che si concretizza nell’atto pretenzioso di sottomettere qualsiasi popolo per arricchirsi ulteriormente. Ma anche qui le due medaglie hanno i loro risvolti: la filosofia di vita Edur, con la sua rigidità e le sue formalità, non sempre risulta adeguata alle circostanze pratiche e ai desideri degli Edur stessi; e la corsa all’accumulo di ricchezze dei Letherii non fa che trascinarli in una miseria di valori che non fa distinzione tra ricchi e poveri.
C’è quindi anche un aspetto “sociologico” in questo romanzo che non può che costituirne un valore aggiunto.
(1 a 0 contro chi ancora sostiene che il Fantasy sia pura evasione)

Come ci abituati l’autore, i personaggi in gioco sono parecchi e tutti sapientemente delineati; nello specifico, io li dividerei secondo le due fazioni Letherii ed Edur: per gli Edur abbiamo i fratelli Sengar, e in particolare Trull (l’erore del dubbio, esempio di tutte quelle debolezze che ci rendono umani, ci fanno sentire vivi), Fear (secondo me non è casuale che uno che si chiama “Paura” sia proprio il personaggio che dà un’immagine di sè come guerriero temerario e poi rivela anche lui una natura fragile e una fede di certo non incrollabile) e Rhulad (il giovane avventato che è solo una pedina nel gioco divino, un gioco che lo rivestirà d’oro ma ogni moneta peserà sulla sua carne come un macigno); dalla parte dei Letherii troviamo altri tre fratelli (simmetria anche questa casuale?), ovvero i Beddict: Brys (il campione del re, l’eroe senza macchia, ma non fino alla fine…), Hull (il traditore, ma con un grande desiderio di redenzione, e dunque non una persona meschina bensì un altro uomo pieno di illusioni e tristezza) e Tehol (il genio della truffa, una piacevolissima nota d’acuta ironia, che però cela anche una grande tenerezza e umanità); sempre tra i Letherii annoveriamo Seren Pedac, una donna estremamente tormentata e che, come lascia intendere il finale, non esaurisce in questo romanzo il suo ruolo.
Enumerare tutti i personaggi di questa storia è impresa ardua, ma mi basta dire una cosa per tutti: essi sono meravigliosamente umani, come sempre nello stile eriksoniano. Le loro bramosie, ossessioni, desideri, paure, lordure, e chi più ne ha più ne metta, emergono dai gesti e dai dialoghi senza bisogno che l’autore porti la pappa in bocca al lettore (dopotutto noi masochisti lettori di Erikson siamo già abituati a spremerci le meningi, abbiamo la pelle coriacea noi!). Lì c’è tutta l’umanità aspirata senza filtri, ci sono io e ci siete tutti voi.
(2 a 0 contro chi ancora sostiene che Erikson abbia un deficit in caratterizzazione dei personaggi)

Per quanto concerne, invece, il fronte divino, bisogna riconoscere che Erikson stavolta riesce a essere meno criptico sulle manipolazioni da parte di dei e anche sul sistema magico del suo mondo in generale (vedasi la parte in cui Corlo, mago della Guardia Cremisi, dà delle delucidazioni sui “canali” a Seren Pedac).
Infine un particolare, un altro aspetto che ho intuito man mano che leggevo ma che ho concepito chiaramente solo nelle battute finali: Maree di Mezzanotte, questo titolo (cui l’orrida copertina Armenia, come sempre, non rende giustizia) ha rimandi mirati lungo tutta la storia; ne cito uno degli ultimi, che racchiude proprio tutto lo spirito di questo romanzo, la sua filosofia:

Il Segreto di Krune – Michele Giannone

Titolo: Il segreto di Krune
Autore: Michele Giannone
Edito da: Dario Flaccovio Editore
Anno: 2007
Pagine: 496
Prezzo: 18,00 euro
Voto: 5/10
Ieri ho terminato la lettura de Il segreto di Krune. Devo essere sincera? Mi ha deluso.

La Trama
Il soggetto è originale e anche l’ambientazione, se non fosse che se ne vede ben poca e descritta vagamente. In ogni caso la società del Matriarcato è una delle cose che salvo in questo romanzo, giusto per il fatto di non essere qualcosa di trito e ritrito.

Un Nuovo Regno (ma con la solita solfa)

Titolo: Le Guerre del Mondo Emerso – Un nuovo regno
Autore: Licia Troisi
Anno: 2007
Edito da: Mondadori
Pagine: 508
Prezzo: 17,00 euro
Voto: 5/10
Stanotte ho finito di leggere Un nuovo regno, di Licia Troisi.
Il capitolo conclusivo delle Guerre del Mondo Emerso non è nulla più nulla meno di ciò che mi aspettavo: a dirla tutta, il barlume di speranza che ancora nutrivo nei confronti di questo romanzo – la speranza di un salto di qualità finale, un coniglio che sbucasse dal cilindro – si è spento dopo poche pagine.
Puntualizzo che queste mie riflessioni non possono in alcun modo costituire una recensione compiuta, semplicemente per il fatto che non ho letto tutto il libro; o meglio, metà l’ho letta in maniera continuativa, il resto a saltare perchè davvero la noia mi stava soffocando. Così ho fatto una corsa sfrenata verso l’ultima pagina, giusto per poter dire di aver concluso l’ennesima lettura.
Nonostante ciò credo che il fatto che non abbia letto l’opera per intero sia significativo ai fini di un giudizio complessivo: significa infatti che l’opera ha fallito il suo scopo principale, cioè quello d’invogliare alla lettura.
Allora, che dire di questo romanzo?
Considerando l’intera trilogia, devo ammettere che il romanzo d’apertura – La setta degli assassini – mi aveva a tratti conquistata (forse anche abbagliata, nel senso proprio dell’aver preso un abbaglio, una cantonata rivelatasi in pieno con Un nuovo regno). A quella Setta avrei dato pure un sette/decimi.
Con Le due guerriere già il cadavere aveva iniziato a puzzare, ma ancora non mi rassegnavo. Leggere dei batticuori di Dubhe e Lonerin poteva ancora essere un piacevole passatempo per una ventenne romanticona e patologicamente ostinata a non voler crescere come me.
Un solo aggettivo per Un nuovo regno: prevedibile. Ok, pure per il Signore degli Anelli era prevedibile che alla fine l’impresa della distruzione dell’Anello andasse a buon fine… ma vogliamo considerare tutto ciò che stà nel mezzo di una storia? Il come si arriva a quella che Tolkien definisce eucatastrofe?
Nulla di sconvolgente in questo pargolo troisiano, che considero un paio di spanne sotto alla stessa Setta che mi aveva dato belle speranze per i seguiti. Anche qui, le smancerie tra Dubhe e Learco sono passaggi commestibili, così per ammazzare il tempo. Ma cosa mi ha lasciato questa storia? Mi ha emozionata? No.

La Rocca dei Silenzi – Andrea D’Angelo

Titolo: La Rocca dei Silenzi
Autore: Andrea D’angelo
Edito da: Nord (Fantacollana)
Anno: 2005
Pagine: 444
Prezzo: euro 16,50
Giudizio: 7.5/10

Inauguro la sezione “Recensioni” con un romanzo di un autore nostrano. Premetto che La Rocca dei Silenzi mi è piaciuto; il romanzo mi ha conquistata pian piano, ma con forza. Mi ha sorpresa e affascinata in molti passaggi (diciamo per il 90% della totalità), in pochi altri mi ha lasciato un po’ smarrita e spiegherò perchè. Ma andiamo per ordine.
Nota: questa recensione contiene spoiler!

Io, in breve…
Nutza

Siciliana. 21 anni. Una studentessa del DAMS a tempo quasi pieno. Nel tempo quasi vuoto, un'aspirante scrittrice.

nutza CHIOCCIOLA ymail.com
Scrittori volanti...
"In quel momento, Baruk vedeva un Tiste Andii faccia a faccia per la prima volta. Ne era alquanto turbato. Occhi straordinari, pensò. Un attimo, una sfumatura intensa di ambra, felini, sconvolgenti, un attimo dopo grigi come quelli di un serpente - un arcobaleno micidiale, ad accompagnare ogni stato d'animo. Si chiese se fossero in grado di mentire."

Steven Erikson
"I giardini della luna"
Sul comodino…
Chi va là?