Up – il folle volo d’Ulisse
Ne ho sentito parlare così tanto e così bene che alla fine mi son detta: “devo vederlo“.
E ho scoperto che gli elogi sul film erano più che meritati.
L’ho visto due volte, ed entrambe le volte ho pianto in più passaggi (colpa anche della meravigliosa colonna sonora1!). Non lo dico per far facili mielismi: Up è un film che fa riflettere sui rapporti tra le persone, sulla nostra umanità. E’ un film che riesce a parlare a tutti, vecchi adulti e bambini. E’ un film che tocca il cuore. E lo fa così a fondo che dopo un po’ smetti di chiederti come diavolo possa fare una casa intera a volare solo grazie a dei palloncini2.
Avatar 3D e la nuova “dimensione” dell’intrattenimento
Il 16 di questo mese sono andata al cinema con famiglia, cugini e fidanzato a vedere Avatar 3D.
Premessa: purtroppo NON abbiamo avuto la bella idea di prenotare i biglietti, quindi al box office ci siamo dovuti accontentare di quello che abbiamo trovato, ovvero: io, fratello e cuginetti teenagers posti in seconda fila (sì, avete letto bene, seconda, scomodissima, fila!) e fidanzato in solitaria nell’ultima fila. Aggiungo che io ero seduta nel primo posto a sinistra, dunque mi sono fatta tutti i 166 minuti del film – senza pausa – con la schiena storta, il collo che strideva e gli occhi strabuzzati (aggiungiamo anche che, essendo io miope, ho dovuto mettere i fighissimi occhialini RealD3D sopra gli occhiali da vista, col risultato che mi scivolavano continuamente sul naso… ma andiamo avanti…).
Buoni propositi + auguri annessi
Ed è trascorso un altro anno…
Di solito mi piace fare bilanci: è un modo per tenere sotto controllo tutte le cose della mia vita. Ma per quest’anno già passato non ho molto da dire. Meglio così: vuol dire che tutto sommato mi è andato tutto bene. Son contenta.
Ma potrei mai esimermi dal fare ciò che, a questo punto, fanno un po’ tutti, nei blog e nella vita?
Ecco quindi la lista (due cose due) dei miei buoni propositi per il 2010!
(Traduzione) Nuova intervista a Steven Erikson
By Ax mi ha segnalato una intervista fresca fresca al nostro Erikson su Pat’s fantasy hotlist. Ho approfittato subito del tempo offerto da queste festività per buttarmi in una nuova traduzione. Confesso però che non mi sono scervellata più di tanto (dovrò farlo al rientro dalle vacanze per preparare degli esami, quindi per ora preferisco tenere il cervello in modalità risparmio energetico
) quindi è probabile che la traduzione sia venuta fuori un po’ più sgangherata del solito (in alcuni punti mi sono arresa presto e ho inserito “[???]“). Chiedo venia e accetto correzioni/suggerimenti.
Jingle bells, jingle bells…

(*)
Auguri
di un sereno Natale
a tutti gli internauti che bazzicano su
Le Storie Infinite!
Astinenza… (da fantasy)
E’ forse la prima volta da quando ho iniziato l’università che mi ritrovo costretta a rinunciare alla lettura di fantasy. L’orda del Vento, iniziato a leggere con estremo entusiasmo, giace irrimediabilmente sullo scaffale; Il nome del Vento sprofonda già nella polvere, mentre Gli inganni di Locke Lamora (anch’esso di lettura entusiastica) è ormai una rimembranza nelle nebbie.
Il fatto è che il pensiero della tesi si fa strada con sempre più prepotenza nella mia testa.
Beh, è vero che finora non sono stata proprio fortunata… Nel giro di metà anno ho dovuto ripensare la mia tesi più volte dato che mi sono vista sostituire ben tre docenti (che avrebbero dovuto farmi da relatori ma che non hanno ricevuto la riconferma dell’incarico presso la mia Facoltà). Quindi al pensiero “generico” si aggiunge una certa dose di “irritazione”… ma su questa ho fatto il callo, rassegnata alle varie cose che proprio nella mia Università non vanno per il verso giusto.
Almeno un punto fermo, però, sembra rimanere: Italo Calvino (spero non mi abbandoni anche lui, buon’anima!). C’è da ripensare quale aspetto della sua multisfaccettata opera prendere in esame… il che è come dire che devo “reinventarmi” la tesi da zero.
(A tutto ciò vanno addizionati, ovviamente, i pensieri “specifici” per ogni materia che mi rimane da studiare e sostenere, ma questo rientra nell’ordinario corso degli eventi)
Pane e fantasia
Sfogliando il saggio “Il drago come realtà” di Silvana De Mari (autrice che sto scoprendo, pian piano, solo adesso), trovo questo:
Diceva Italo Calvino: la fantasia è come la marmellata, uno non se la può mangiare a cucchiai, perché dopo il terzo cucchiaio ne ha fino qui. La marmellata va messa sul pane, cioè va messa su un sapore diverso: la fantasia va messa su qualcosa di reale.
… mi ha colpito perché mi sembra la risposta sintetica al quesito che mi ponevo poco tempo fa qui, scomodando, tra l’altro, proprio la buon’anima di Calvino.
My two cents sul perchè scrivere (fantasy).
Stanotte mi chiedevo… Perchè sto scrivendo il “progetto fantasy”? Mi spiego: solitamente ogni scrittore parte da una volontà precisa o comunque una sensazione forte quando inizia a scrivere una storia. Qual è la mia volontà/sensazione?
Quando ho iniziato a scrivere, non mi sono affatto posta una domanda del genere. Pensavo solo a scrivere e farlo al massimo delle mie possibilità, e basta. Tutte le mie energie sacrificate per questa buona causa.
Tra l’altro mi incoraggiava anche il fatto che altri, prima di me, avessero proceduto in questo modo. Mi viene da pensare a uno dei miei scrittori italiani prediletti: Italo Calvino. Nella Presentazione a “Se una notte d’inverno un viaggiatore1“(uno dei miei preferiti di Calvino, al punto che sono quasi certa che ci farò la tesi di laurea) scrive:
