Pane e fantasia
Sfogliando il saggio “Il drago come realtà” di Silvana De Mari (autrice che sto scoprendo, pian piano, solo adesso), trovo questo:
Diceva Italo Calvino: la fantasia è come la marmellata, uno non se la può mangiare a cucchiai, perché dopo il terzo cucchiaio ne ha fino qui. La marmellata va messa sul pane, cioè va messa su un sapore diverso: la fantasia va messa su qualcosa di reale.
… mi ha colpito perché mi sembra la risposta sintetica al quesito che mi ponevo poco tempo fa qui, scomodando, tra l’altro, proprio la buon’anima di Calvino.
My two cents sul perchè scrivere (fantasy).
Stanotte mi chiedevo… Perchè sto scrivendo il “progetto fantasy”? Mi spiego: solitamente ogni scrittore parte da una volontà precisa o comunque una sensazione forte quando inizia a scrivere una storia. Qual è la mia volontà/sensazione?
Quando ho iniziato a scrivere, non mi sono affatto posta una domanda del genere. Pensavo solo a scrivere e farlo al massimo delle mie possibilità, e basta. Tutte le mie energie sacrificate per questa buona causa.
Tra l’altro mi incoraggiava anche il fatto che altri, prima di me, avessero proceduto in questo modo. Mi viene da pensare a uno dei miei scrittori italiani prediletti: Italo Calvino. Nella Presentazione a “Se una notte d’inverno un viaggiatore1“(uno dei miei preferiti di Calvino, al punto che sono quasi certa che ci farò la tesi di laurea) scrive:
Traduzione dell’intervista a Steven Erikson su Dark Wolf’s Fantasy Reviews
Visto che in questi giorni mi sento più masochista stakanovista del solito, eccovi servita la traduzione dell’altra intervista fresca fresca a Steven Erikson da parte di Dark Wolf’s Fantasy Reviews.
Grazie anche al consiglio di Andrea D’Angelo, questa volta ho cercato di renderla in un italiano più fluido. Spero vada meglio
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Intervista a Steven Erikson del 12 ottobre 2009
Traduzione dell’intervista a Steven Erikson su Fantasy Book Review
Reduce da un esame di lingua inglese andato più che bene, ne ho approfittato per leggere l’ultima intervista a Steven Erikson fatta dai tipi di Fantasy Book Review. Non ho ancora trovato una traduzione in italiano, quindi mi sono presa la briga di farne una io; la pubblico qui di seguito.
Metto le mani avanti: il mio è un inglese imparato sui banchi di scuola e all’università, oltre che coltivato da autodidatta; ho cercato di rendere la traduzione quanto più possibile fedele, limitatamente alle mie conoscenze e capacità. Chiedo venia se alcuni passaggi non filano liscio come dovrebbero e appaiono forzati (a proposito, qualora qualcuno volesse dare suggerimenti su come tradurli meglio è il ben venuto).
Sono andata “giù al Nord”…
Ogni volta che vado giù al Nord mi sento un po’ così.
Le cose che vanno ricordate di questa vacanza in quel del Lago di Garda:
- Finire in una catena di bungalow gestita e abitata interamente da tedeschi non ha prezzo. Ovunque ti giri: birra e baffi, baffi e birra. Una sera una donna – non so come diavolo abbia fatto – è rimasta bloccata con la macchina in bilico su un muretto che delimitava la strada. Le abbiamo prestato aiuto ed essendo io l’unica della famiglia a masticare l’inglese (non so una parola di tedesco), mi son improvvisata interprete: così, inaspettatamente, ho fatto pure una vacanza-studio (infatti sto proprio preparando l’esame di Inglese II).
Anche se come una formichina…
… ci sono, e lavoro nell’ombra. In sintesi:
- Scrivo, per fortuna. Inizio a essere più sicura del mio modo di narrare e tessere i fili della storia del mio “progetto fantasy”.
- Quando non scrivo, studio. Ho un esame il prossimo mese (Lingua Inglese II) e anche se la materia mi piace e non ho particolari timori non posso permettermi di prenderla alla leggera. Purtroppo – o per fortuna – io le cose o le faccio bene o non le faccio.
La Casa delle Catene – Steven Erikson
Questo volume sa di sabbia e sangue, ecco ciò che mi viene spontaneo dire in primis. Il Vortice, la tempesta di sabbia che infuria senza sosta su Raraku, il Deserto Santo, è una presenza costante… tanto da diventare il personaggio tra i personaggi.
Ma il Vortice è solo (!?) lo sfondo contro cui si stagliano figure titaniche per statura “psicologica”.
Scommetto che si tratta di…
Stanotte, mentre riprendevo in mano “La Casa delle Catene“, mi è successo di nuovo. Ben due volte nel giro di pochi capitoli.
…ho riconosciuto tre personaggi ancora prima della loro entrata in scena. Mi è bastato “ascoltare” due o tre dettagli, un paio di frasi, per dire: “Scommetto che si tratta di…” e ho azzeccato.
Mi riferisco a…
Mappo e Icarium; Iskaral Pust. Tutti e tre personaggi che ADORO.
